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Il 16 luglio 2020 la Corte di Giustizia UE ha invalidato la Decisione 2016/1250 con cui la Commissione europea aveva certificato l’adeguatezza del “Privacy Shield” a proteggere i dati personali dei cittadini europei trasferiti negli USA, creando enormi difficoltà ad imprese ed enti europei che trasferiscono dati con partner situati in territorio americano.
Facciamo una breve premessa: non esiste solo Google. Si pensi, ad esempio, a servizi di newsletter o di marketing automation. Di sicuro è necessario che le organizzazioni effettuino un’attenta ricognizione per tornare ad una situazione di conformità alle normative in materia di privacy. Dopo l’uscita delle Raccomandazioni dell’European Data Protection Board (EDPB), infatti, non è più rinviabile un adeguamento normativo dell’organizzazione per quanto concerne i trasferimenti di dati verso gli Stati Uniti.

Argomento e temi trattati da Paolo Romani nell’articolo “Google Workspace: l’azienda che lo usa sarà davvero in regola con il Gdpr?” pubblicato su:
https://www.federprivacy.org/informazione/punto-di-vista/google-workspace-l-azienda-che-lo-usa-sara-davvero-in-regola-con-il-gdpr